1° Convegno Internazionale

Sono adulto!

Disabilità. Diritto alla scelta e progetto di vita

4-5 marzo 2016
Palacongressi di Rimini

Nicole, campionessa nello sport e nella vita

Bloemfontein, 20-27 novembre 2015. Ai Mondiali IAADS di atletica leggera, che vedono gareggiare atleti con sindrome di Down, gli atleti italiani si sono distinti in modo particolare, riuscendo a vincere ben 27 medaglie. Protagonista assoluta si è rivelata  Nicole Orlando, che ha conquistato quattro medaglie d’oro – con record del mondo – e una d’ argento, entrando nella leggenda sportiva. Abbiamo intervistato Nicole, di ritorno dal Sudafrica.

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Nicole, innanzitutto congratulazioni per la tua impresa ai Mondiali sudafricani: si tratta di un trionfo che entrerà nella storia! Tutti abbiamo visto la foto di te sul podio, avvolta nel tricolore, con gli occhi lucidi rivolti al cielo e un peluche in mano. Puoi dirci cosa hai provato in quei momenti?
«Ho provato una grande emozione perché ho capito che stavo facendo qualcosa di importante. Quella foto è bella, mi piace, soprattutto perché quelle vittorie sono dedicate a mia nonna che purtroppo non c’è più ma che sicuramente sarà fiera di me».

A soli 22 anni, sei arrivata a vincere, in una competizione internazionale, 4 medaglie d’oro - una nel triathlon (con record mondiale), una nei 100 metri, una nel salto in lungo e una nella staffetta femminile 4x100 - e una d’ argento - nei 200. Come sei arrivata a questi livelli? Qual è stato il tuo percorso di atleta, da quando avevi pochi anni ad oggi?
«Sono arrivata a quei risultati grazie a impegno, grinta, forza e coraggio. In questa strada mi hanno aiutato la mia famiglia, la mia società – La Ginnastica La Marmora di Biella – e anche la Fisdir (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale) insieme a tutto il Comitato Italiano paralimpico».

I tuoi genitori in passato hanno praticato anche loro attività sportiva ad alto livello (il papà è stato giocatore in serie C e la mamma giocatrice di pallacanestro sempre in serie C). Che ruolo hanno avuto nella tua formazione sportiva?
«Loro sono fondamentali per me, mi hanno fin da subito spinto a fare sport e questo mi sta aiutando nella crescita a livello personale».

Spostiamoci un attimo dall’argomento sport. Quali sono secondo te, in base alla tua esperienza, le difficoltà principali che si trova davanti una persona con sindrome di Down nel nostro Paese. Ora che sei adulta.
«Sicuramente l’ingresso nel mondo del lavoro; il mio sogno, l’ho detto spesso in questi giorni, è quello di poter lavorare ed essere indipendente anche da un punto di vista economico».

Fuori dall’ambito familiare, da chi sono venuti i maggiori aiuti?
«Certamente importanti sono stati i miei compagni di squadra del Team Ability di Biella, i compagni di nazionale, ma in generale ho sempre ricevuto aiuto dalle persone che mi sono vicine e che frequento».

Dopo la tua impresa sportiva starai vivendo momenti di grande gioia e soddisfazione. Quali sono le frasi più belle che ti sei sentita rivolgere in questi giorni e da chi sono venute?
«“Campionessa!” E’ una parola bellissima che soprattutto vuole ricordare ciò che ho fatto ai Mondiali in Sud Africa. Chiunque mi ha incontrata, in strada, sull’aereo, tutti hanno per prima cosa detto questa parola che mi fa piacere, tanto».

Hai una frase da condividere, che ti ha aiutata nei momenti di difficoltà?
«Se mi impegno posso farcela!»

Qual è il tuo prossimo obiettivo sportivo? E non sportivo?
«A livello sportivo i prossimi Trisome Games di Firenze il prossimo anno, un evento importante al quale cercherò di prepararmi al meglio; a livello non sportivo ripeto il lavoro e fare bene nel mio musical».

In questa intervista, una risposta di Nicole colpisce, in maniera particolare. O meglio, una mancata risposta. Sì, perché di fronte alla domanda “Durante l’infanzia, che difficoltà ricordi di aver avuto?”, Nicole non sa cosa dire. Interviene la mamma Roberta: “Forse da piccola Nicole non vedeva la differenza rispetto agli altri bimbi, o forse siamo stati bravi noi a non fargliele pesare troppo”.
Segno che di campioni, in questa famiglia, ce n’è più d’uno.
Ancora congratulazioni, Nicole! A te e ai tuoi cari.
E grazie di cuore per questa favola bella che ci avete fatto conoscere! 

Un evento per confrontarsi, riflettere sulla situazione attuale e proporre soluzioni innovative per il futuro

2 Plenarie

12 Workshop

30 Relatori