1° Convegno Internazionale

Sono adulto!

Disabilità. Diritto alla scelta e progetto di vita

4-5 marzo 2016
Palacongressi di Rimini

Come aiutare la mobilità degli ipovedenti

Quali sono, in Italia, le principali difficoltà che incontrano le persone con difficoltà visive nei loro spostamenti nell’ambiente urbano? Ce lo racconta Lucia Baracco, ipovedente e architetto. Con qualche suggerimento ai progettisti di casa nostra per l’eliminazione delle “barriere percettive”. E qualche riferimento a esempi virtuosi, presi dall’estero: su tutti, la rete metropolitana londinese.

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Per le persone con difficoltà visive,
il trasporto pubblico rappresenta il principale, se non l’unico, strumento di mobilità in autonomia. Muoversi attraverso i mezzi pubblici, tuttavia, può rappresentare una vera sfida per non vedenti, ipovedenti e persone con minorazioni visive.
Alle esigenze di mobilità di queste persone, nel nostro Paese, negli ultimi due decenni, è stata data risposta con interventi molto consistenti, ma allo stesso tempo parziali, perché concepiti unicamente per le persone cieche e quindi per una piccola porzione di esse. Tali esigenze non richiedono interventi «speciali», ma che quello che viene realizzato sia progettato prestando attenzione ai criteri di inclusività, leggibilità e chiarezza. A volte si tratta davvero di alcuni semplici e intuitivi accorgimenti, adottabili a costo zero, o quasi.
Ad esempio, nei luoghi pubblici adibiti al trasporto, manca spesso una mappa di orientamento che comunichi con chiarezza l’impianto distributivo della stazione, con la localizzazione dei principali servizi. Localizzata in uno o più punti strategici della stazione, questa mappa di orientamento dovrebbe essere affiancata, nel caso delle grandi stazioni, da una mappa di contestualizzazione urbana dell’edificio.
Accedere a spazi molto ampi o privi di indizi percettivi forti rappresenta poi sicuramente una fonte di disagio e di difficoltà all’orientamento per le persone con disabilità visiva. È quindi necessario attrezzare questi spazi con percorsi tattili, o linee a rilievo che consentano a chi non vede o vede molto poco di raggiungere dall’ingresso i servizi fondamentali presenti.
Ma lo strumento che più di ogni altro può aiutare il viaggiatore ipovedente, e chiunque, ad orientarsi in questi luoghi è la segnaletica. In ambienti tanto complessi, un sistema di segnaletica intelligente può fare la differenza. Soprattutto nel trasporto pubblico, la segnaletica deve essere continua e non episodica, accompagnando e supportando la mobilità del cittadino in tutti i passaggi ed azioni connesse al viaggio. 

Tra le persone ipovedenti è molto gradito e diffuso l’utilizzo della metropolitana. Questo mezzo di trasporto, infatti, presenta importanti vantaggi per queste persone: da un lato, infatti, una volta scelta la stazione, consente loro di non essere sottoposte a importanti stress visivi e, dall’altro lato, le mette in condizione di muoversi con la calma necessaria grazie al frequente passaggio dei treni. Anche nel caso della metropolitana, un progetto di segnaletica chiara ed efficace può essere determinante nell’aiutare questo tipo di utenza a muoversi in autonomia. Oltre alla leggibilità del tracciato della linea, è importante che il nome delle fermate, che di solito viene riportato ad intervalli regolari lungo le banchine, sia progettato per garantire la massima leggibilità, quindi con la massima attenzione per la progettazione grafica della scritta, ma anche per aspetti quali: contestualizzazione, posizionamento, illuminazione e supporto sul quale la stessa scritta viene fornita. 

Lungo i bordi delle banchine di tutte le stazioni (treni, metropolitane e tram), per segnalare la presenza del dislivello, è necessario prevedere la posa di una fascia di pavimentazione in rilievo, che indichi il limite di sicurezza per la mobilità di chiunque. Questa fascia deve essere sufficientemente larga e tale da essere facilmente individuata sia dal bastone bianco dei non vedenti sia visivamente. È inoltre opportuno segnalare al passeggero non vedente l’esatta posizione dell’apertura delle porte attraverso piccoli inserti di pavimentazione a rilievo. Una delle barriere percettive più frequenti che le persone con difficoltà visive possono incontrare in una qualunque stazione ferroviaria o della metropolitana, è rappresentata poi dalla inadeguata, se non del tutto assente, segnalazione delle scale presenti nell’edificio. Inoltre, sulle scale di tante stazioni ferroviarie o della metropolitana, sia vecchie che nuovissime, mancano le strisce marca-gradino, indispensabili per percepire la presenza di dislivelli.

Uno splendido esempio di attenzione alle esigenze di mobilità delle persone, soprattutto quelle con disabilità visiva, è rappresentato dalla rete metropolitana di Londra, realizzata con numerosissimi accorgimenti che la rendono accessibile e amichevole per il viaggiatore. Le sue oltre 400 stazioni sono tutte facilmente riconoscibili dall’esterno per la presenza del “roundel” (il  logo della metropolitana): un vero e proprio e punto di riferimento per chiunque. La riproduzione grafica della rete metropolitana, poi, è facile da comprendere, grazie alla scelta di rappresentare le stazioni non in base alla loro posizione geografica, ma in modo schematico. La mappa della rete, inoltre, è presente ovunque all’interno delle varie stazioni, su grandi tabelloni, e riprodotta in formato tascabile così come in formato “large print”, cioè molto ingrandita. Anche la segnaletica che orienta i flussi dei viaggiatori è molto semplice, leggibile ed efficace, coerente e continua, perciò rassicurante per tutti. 
Insomma, “the tube”, com’è familiarmente denominata dagli inglesi la metropolitana di Londra, costituisce un esempio di grande sensibilità e attenzione all’accessibilità dell’informazione e dell’ambiente.



Tratto da
 "Barriere percettive e progettazione inclusiva" - Erickson

Un evento per confrontarsi, riflettere sulla situazione attuale e proporre soluzioni innovative per il futuro

2 Plenarie

12 Workshop

30 Relatori