3° Convegno

Insegnare e apprendere la matematica

Dalla ricerca scientifica all'esperienza
educativo-didattica

Quando i conti... tornano

15 e 16 maggio 2015
Palacongressi di Rimini

Parliamo di… intelligenza numerica

Ancor prima di sviluppare il linguaggio, bambini molto piccoli sono sensibili alle proprietà numeriche del mondo che li circonda. Non solo sono in grado di rilevare differenze tra piccole numerosità, ma hanno anche aspettative di modifica della quantità, a tal punto che situazioni di variazione di numerosità possono causarne delusione o stupore, come dimostrato in diversi studi sperimentali. Abbiamo, quindi, delle capacità numeriche innate o l’acquisizione degli strumenti aritmetici è supportato soltanto da capacità cognitive generali? Ne parliamo con Daniela Lucangeli, tra i relatori del Convegno Erickson “Insegnare e apprendere la matematica”

Secondo Brian Butterworth siamo nati per contare. Nel nostro cervello esistono dei circuiti specializzati per categorizzare il mondo in termini di numerosità. Funziona allo stesso modo della percezione dei colori, come afferma il neuropsicologo «Entrambi i processi sono automatici: non possiamo evitare di vedere che le mucche in un campo sono bianche e marroni, né possiamo evitare di vedere che ce ne sono tre… La mia tesi è che il genoma umano contenga le istruzioni per costruire circuiti cerebrali specializzati la cui funzione è quella di classificare il mondo in termini di quantità numerica o numerosità, cioè del numero di oggetti di un insieme».

Professoressa Daniela Lucangeli, quando si sviluppa l’intelligenza numerica?
«A pochi giorni di vita, un bimbo riconosce la quantità ben prima di saperla nominare con le parole. Diversi studi scientifici hanno dimostrato che un neonato in braccio alla mamma discrimina 1. All’arrivo del papà discrimina 1 diverso da 1 e all’arrivo dell’infermiera 1 diverso da 1 diverso da 1. Non solo, all’interno del 3 il neonato è in grado di riconoscere maggiore, minore e uguale. Riconoscere le quantità - la base per contare - è infatti una capacità innata, sviluppatasi in migliaia di anni di evoluzione della nostra specie».

intelligenza numerica

Ma come può un neonato categorizzare fin da subito il mondo che vede in termini di numerosità?
«Si tratta di un processo specializzato di percezione visiva chiamato subitizing, che consente di determinare la numerosità di un insieme visivo di oggetti in modo immediato, senza contare. Il numero massimo di oggetti percepibili in questo modo sembra essere circa di quattro. Esistono, però, altre capacità numeriche presenti fin dalla nascita, proprie non soltanto della specie umana, come appunto la capacità di distinguere i cambiamenti di numerosità provocati dall’aggiunta o dalla sottrazione di elementi».

Se l’intelligenza numerica è innata, perché abbiamo difficoltà coi numeri?
«Così come non impariamo a parlare se qualcuno non ce lo insegna, non impariamo a sviluppare una competenza se non la esercitiamo nel periodo evolutivo giusto. Generalmente, i bambini esercitano i meccanismi di quantità solo quando comincia la scuola… troppo tardi. Per avanzare nella capacità di manipolare la numerosità, abbiamo bisogno dell’«istruzione», cioè degli strumenti concettuali che la cultura in cui viviamo ci fornisce. Senza questo connubio tra potenzialità innate e opportunità educative il percorso di apprendimento è difficoltoso, soggetto a intoppi, rallentamenti o stasi, se non veri e propri problemi».

Quando è opportuno cominciare a potenziare l’intelligenza numerica?
«Il prima possibile. È fondamentale agire nei primi cinque anni di vita del bambino per sviluppare l’intelligenza numerica innata e potenziare le competenze sul numero e sulla quantità. E in questo compito, un ruolo primario lo svolgono gli adulti che attraverso il gioco possono facilitare e velocizzare i processi di maturazione e di ottimizzazione dell’apprendimento. Sono come il cucchiaino, che mescolando zucchero e caffè, facilita e velocizza il processo di trasformazione e ci consente di bere un’ottima bevanda in poco tempo!»


Workshop al Convegno
15 maggio 2015
Daniela Lucangeli
La discalculia evolutiva: quanto i conti non tornano

Temi del Convegno

Didattica della matematica
Discalculia evolutiva
Matematica e neuroscienze
Difficoltà in matematica
Artefatti intelligenti
Prerequisiti matematici
Curricolo e valutazione
Geometria
Metodo analogico intuitivo
Problem solving