3° Convegno

Insegnare e apprendere la matematica

Dalla ricerca scientifica all'esperienza
educativo-didattica

Quando i conti... tornano

15 e 16 maggio 2015
Palacongressi di Rimini

Il segreto dei bambini cinesi, campioni di matematica

I risultati OCSE-PISA dicono che quando si tratta di far di calcolo i bambini cinesi non hanno rivali. Disciplina, sistema educativo e metodologie didattiche sono alcuni degli ingredienti di questo successo, che potremmo replicare anche in Italia. Ne parliamo con la professoressa Maria Giuseppina Bartolini Bussi, coautrice di Aritmetica in pratica (Erickson). 

La sfida è iniziata nel 2009. Per la prima volta Shanghai partecipa alla rilevazione OCSE-PISA sulla matematica, le scienze e la lettura, e in tutte e tre le discipline si colloca al primo posto in assoluto. Non solo, per la matematica consegue l’incredibile punteggio di 600, distaccando di ben 38 punti Singapore, primatista nella rilevazione del 2006. Un risultato confermato anche nell’ultima rilevazione del 2012, dove Shanghai raggiungere addirittura il punteggio di 613 in matematica. E le città cinesi dominano i primi dieci posti della classifica, insieme a Singapore, Corea e Giappone.

I bambini cinesi sono più bravi in matematica?

Tutto merito del sistema di istruzione dei Paesi dell’Estremo Oriente? E perché i bambini cinesi che frequentano le nostre scuole sembrano imbattibili coi numeri e riescono a essere più bravi dei bambini italiani perfino nelle situazioni di spaesamento linguistico e culturale in cui spesso si trovano?

Ne abbiamo parlato con la professoressa Maria Giuseppina Bartolini Bussi dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che da anni studia le problematiche multiculturali nella didattica della matematica, seguendo in particolar modo lo sviluppo dei sistemi educativi in alcuni grandi Paesi dell’Estremo Oriente.

Professoressa Bartolini Bussi, perché i bambini cinesi sono più bravi in matematica?
«Ci sono, indubbiamente, molte possibili spiegazioni. Innanzitutto, la matematica occidentale si è sviluppata sul modello della razionalità greca, e il modello ipotetico-deduttivo degli Elementi di Euclide ha condizionato ogni sviluppo successivo.
In Cina, invece, la matematica si è concentrata soprattutto sulla risoluzione di problemi, sulla costruzione di algoritmi, sviluppando l’algebra in modo originale molti secoli prima che ciò avvenisse in Europa.
Poi c’è la complessa lingua cinese, con oltre 50.000 caratteri noti. Basti pensare che una persona colta ne arriva a conoscere circa 6.000, perché il processo di memorizzazione è molto impegnativo. Nella scuola primaria, i bambini imparano circa 300 caratteri all’anno, e per riuscire a leggere un quotidiano ne servono circa 2.500 – 3.000.
Insomma, fin da piccoli emerge chiaramente come la diligenza, l’impegno e la perseveranza siano doti essenziali non solo per la buona riuscita a scuola, ma anche per accedere alle informazioni».

Quello che è emerge è un contesto educativo culturalmente molto distante da quello italiano. C’è però qualcosa che possiamo “importare” dalla Cina?
«Sarebbe molto ingenuo pensare che si possano importare in Italia esempi e metodologie da culture tanto lontane. Si può, invece, cercare di trarne ispirazione per decostruire i loro esempi paradigmatici e ricostruirli nella nostra cultura, mantenendone il senso. E scopriremo ben presto che certe metodologie così efficaci non ci sono del tutto estranee. Erano in uso già nella nostra scuola nel passato e sono state rimosse senza piena consapevolezza delle conseguenze. »

Per esempio?
«Ci sono numerosi elementi che possono essere più facilmente adattati e trasposti – attenzione non copiati! – dalla tradizione didattica cinese. Per esempio, il ricorso a particolari artefatti come le cannucce e i fascetti, le tavole di problemi o gli schemi che possono aiutare i bambini nell’apprendimento. A livello di educativo, è importante promuovere nel bambino il senso dell’impegno e dello sforzo che deve accompagnare ogni reale apprendimento. E da ultimo, non bisogna mai dimenticare la responsabilità dell’insegnante, come guida, nel percorso di insegnamento- apprendimento».

E quali potrebbero essere i vantaggi di un’oculata trasposizione di questi elementi della didattica tradizionale cinese?
«Dai diversi studi svolti dal nostro gruppo di ricerca e dalle numerose sperimentazioni che stiamo conducendo, è emerso che le attività con le cannucce e i fascetti aiutano a potenziare sia il calcolo a mente, sia aspetti delle procedure per il calcolo scritto nei bambini con difficoltà nel calcolo.
In particolare, l’uso delle cannucce può aiutare il bambino con difficoltà a gestire in maniera concreta e significativa addizioni e sottrazioni in cui sia richiesto il «riporto» o «prestito». Mentre per la risoluzione dei problemi può rivelarsi molto utile il riconoscimento e l’utilizzo di schemi».

A Reggio Emilia, dove è presente una numerosa comunità cinese con tanti bambini alle primarie, avete sperimentato con successo diversi laboratori. Quali sono state le reazioni degli insegnanti che hanno partecipato?
«In tutti gli incontri, proprio il fatto di essere messi di fronte a situazioni inattese e sorprendenti ha spinto gli insegnanti a guardare il caso cinese con occhi nuovi. Utilizzando varie risorse, a seconda del tempo disponibile e del particolare tema focalizzato, abbiamo cercato insieme di promuovere un dialogo fra le didattiche della matematica, dove ogni pensiero, nel farsi incontro all’altro, si interroga sul proprio impensato. Questo percorso avviato ormai da vari anni è l’oggetto della tesi di dottorato di Alessandro Ramploud, che sarà discussa a fine marzo. La tesi, dal titolo [shùxué] matematica, sguardi (d)alla Cina, affronta il tema della formazione degli insegnanti alla diversità culturale da un punto di vista teorico e filosofico e da un punto di vista pratico, analizzando i modi di portare a scuola questa prospettiva». 

 

Temi del Convegno

Didattica della matematica
Discalculia evolutiva
Matematica e neuroscienze
Difficoltà in matematica
Artefatti intelligenti
Prerequisiti matematici
Curricolo e valutazione
Geometria
Metodo analogico intuitivo
Problem solving