La scuola è parte essenziale della vita dei minori e, di conseguenza, si trova a intercettare quelle situazioni di grave difficoltà che si ripercuotono sull’apprendimento, sullo sviluppo, sulla serenità del bambino o ragazzo e, spesso, si riverberano sull’intera classe. Spesso l’idea è che certi problemi familiari siano talmente complessi e delicati da poter venire affrontati soltanto da professionisti dotati di apposite competenze. Certo, gli specialisti sono utili, ma – da soli – non bastano a costruire autentici miglioramenti. La tutela del minore passa inevitabilmente attraverso la sollecitudine e l’iniziativa diffusa fra quanti vivono accanto a lui tutti i giorni, e la scuola è dunque in primo piano. Ma, allora, come “trasformare” le preoccupazioni in concrete azioni di sostegno? La metodologia relazionale di rete indica la via per rispondere a queste domande. Nel workshop si ragionerà su questi temi, prendendo come riferimento alcune esperienze ben riuscite e analizzando anche eventuali situazioni proposte dai partecipanti.
Intervengono:
| Folgheraiter Fabio (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) |
| Maci Francesca (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) |
