Convegno Internazionale

Prendiamoci cura di me

Pratiche e innovazioni in tutela dei minori

13-14 maggio 2016
Palacongressi di Rimini

orario workshop

13 maggio 2016 dalle ore 14:00 alle ore 16:00

Una matassa da sbrogliare / Nulla funziona… come fare con quel ragazzo per cui sembra tutto inutile

Una situazione preoccupante, tanti attori, tante professioni e diversi punti di vista…

La vicenda

La scuola media segnala al Servizio sociale le difficoltà nel gestire questo ragazzino, 12 anni, che non riesce a stare alle regole, ha un atteggiamento provocatorio verso gli insegnanti, prende in giro i compagni, sottrae oggetti di poco valore per “spaventare” i più piccoli, non si interessa ad alcun argomento né attività. I genitori sono disposti a dialogare con gli insegnanti e gli operatori dei servizi, ma affermano che Alessandro ha sempre creato problemi e neanche loro sanno come gestirlo.

Il servizio sociale avvia un intervento educativo per Alessandro. All’inizio il ragazzo fa un po’ fatica ad accettarlo, poi sembra aprirsi al dialogo con l’educatrice. Un giorno però Alessandro sottrae un mazzo di chiavi della scuola, riga l’automobile di un’insegnante e cerca di bruciare le chiavi nel cortile. La situazione viene segnalata alla Procura, e il Tribunale emette un decreto di collocamento in comunità educativa. Il padre concorda con il provvedimento e si rende disponibile a collaborare, la madre lo vive come un fallimento, e piange.

In comunità, Alessandro mostra fin da subito un atteggiamento ribelle e provocatorio, soprattutto nei confronti delle educatrici donne, cui non riconosce alcuna autorità. Dopo poco tempo iniziano anche le fughe, prima da scuola, poi anche dalla comunità. Ogni volta Alessandro viene riportato indietro, in accordo coi genitori. Un giorno riesce ad arrivare a Napoli, dove uno zio lo rimette sul primo treno, mentre il ragazzo sperava che lo accogliesse a casa sua. Al termine dell’anno scolastico, che si conclude con la bocciatura, la comunità decide di dimetterlo…

I nodi da sbrogliare

  • “Modificare” Alessandro, che si comporta male, oppure modificare noi stessi e le nostre azioni, per prenderci meglio cura di lui?
  • Come possono fare gli operatori sociali, gli insegnanti e i genitori per aiutarsi a vicenda?
  • Ci possono essere delle forme di partecipazione del minore e della famiglia nella fase del procedimento civile e nella attuazione del decreto? Quali? Il Giudice onorario può fare qualcosa per incentivarle?
  • Quali elementi andrebbero tenuti in considerazione nel realizzare l’allontanamento in una situazione come quella di Alessandro, in modo che sia un’esperienza il meno negativa possibile?
  • Che questioni si trova davanti un assistente sociale, quando deve decidere in quale comunità collocare un ragazzo come Alessandro? Ci sono dei criteri tenere in considerazione? Quali?
  • Succede che le comunità decidano di dimettere un minore non perché il progetto è terminato, ma perché le cose non vanno bene. Quali sono i fattori in gioco? Quali passaggi sarebbero opportuni per gestire questi passaggi?

Ne parliamo con…

  • Camilla Landi (Assistente sociale, Università Cattolica di Milano e Cooperativa La Casa davanti al Sole di Varese)
  • Francesca Corradini (Assistente sociale, Università Cattolica di Milano)
  • Federico Zullo (Educatore e formatore, Istituto Don Calabria di Ferrara, Associazione «Agevolando»)
  • Daniela Paci (Insegnante, Università di Trieste e Ist. A. Bergamas di Trieste)
  • Giammatteo Secchi (Giudice onorario, Tribunale per i Minorenni di Milano)
  • Paola Turroni (Educatrice e portavoce, Associazione «Advocacy. Tutela e voce dell’infanzia»)
  • un esperto per esperienza
  • Fabio Cailloud (esperto per esperienza)

Coordina Valentina Calcaterra

relatori workshop

Relatori:

Calcaterra Valentina
Calcaterra Valentina

(Gruppo di ricerca “Relational Social Work”, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano

Un evento per assistenti sociali, educatori, psicologi, insegnanti, animatori, avvocati, operatori sanitari...

2 Plenarie

19 Workshop

60 Relatori