4° Convegno internazionale

Autismi 2014

Novità dalla ricerca scientifica
Percorsi di formazione specialistica
Proposte operative per scuola e servizi

14 e 15 novembre 2014
Palacongressi di Rimini


Dimmi dove guarda e ti dirò come apprende un bambino con autismo

I bambini con autismo hanno difficoltà nello sviluppo dell'apprendimento sociale. E l'apprendimento, nei primi mesi di vita, non avviene attraverso il linguaggio, bensì con l'imitazione di ciò che si vede. I focus d'attenzione dei bambini autistici, infatti, si concentrano su altri punti rispetto ai bambini con uno sviluppo tipico. In alcuni casi, ad esempio, anziché guardare gli occhi, è possibile che guardino la bocca o altre zone. Lo sguardo è quindi un aspetto importante per capire l'autismo e la sua evoluzione. In questo senso l'eye tracking è un sistema che, osservando e studiando il tracciato dello sguardo dei bambini, aiuta a capire come si sviluppa il disturbo e, quindi, come apprendono i bambini con autismo.

A metterlo in pratica sistematicamente in relazione all'apprendimento è Giacomo Vivanti, giovane ricercatore italiano "emigrato" in Australia, alla La Trobe University di Melbourne, dove riesce a coniugare rigore metodologico e applicazione concreta ed operativa al servizio di chi lavora quotidianamente con bambini autistici. «Nel centro di ricerca di Melbourne - ha spiegato Vivanti stamattina in occasione del convegno "Autismi", organizzato a Rimini dal Centro Studi Erickson di Trento - abbiamo deciso di concentrarci sull'apprendimento dei bambini con autismo, perché chi fa trattamento con loro svolge attività di tipo educativo. Nonostante questo, in passato non sono state approfondite ricerche sulle modalità di apprendimento. Ecco perché abbiamo intrapreso questa strada, che ci è stata facilitata dalla tecnologia dell'eye tracking, che permette di metterci sempre dal punto di vista dei bambini autistici, anche quelli con le forme più gravi. E questo è indispensabile per capire i meccanismi del disturbo».

 Come anticipato, i bambini apprendono imitando, sin dalle prime ore di vita. E l'imitazione avviene attraverso la ripetizione di quel che vedono. «I bambini con autismo, però, spesso non sviluppano questo apprendimento sociale, non imitano spontaneamente ciò che fanno gli altri, faticano a comunicare», ha proseguito Vivanti. «Questo può essere un segnale precoce del disturbo e, visto che l'apprendimento avviene o meno attraverso la vista, studiare lo sguardo può aiutarci a capire le modalità di apprendimento dei bambini con autismo rispetto a quelli con sviluppo tipico, per agire di conseguenza e adattare l'insegnamento alle loro modalità».

Ma come funziona il sistema? La tecnologia dell'eye tracking permette di vedere attraverso raggi infrarossi qual è il focus attentivo del bambino. La vera domanda, però, è: i bambini con autismo possono imparare ad apprendere? «La risposta è sì - ha affermato Vivanti - ma certo non è facile. Non c'è un modo giusto per imparare ad apprendere, ma ci sono mille modi sbagliati. E i bambini con autismo li mettono in pratica quasi tutti. Quindi bisogna trovare i metodi adatti a "guidare" il loro apprendimento. E l'eye tracking, così come altre tecnologie che sono certo si svilupperanno nel tempo, può aiutarci a fare questo».

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