4° Convegno internazionale

Autismi 2014

Novità dalla ricerca scientifica
Percorsi di formazione specialistica
Proposte operative per scuola e servizi

14 e 15 novembre 2014
Palacongressi di Rimini


Autismo, favorire diagnosi precoce e inclusione a scuola

Favorire la diagnosi precoce d'autismo «anche prima dei 18 mesi». Una sfida «non impossibile» per la ricerca secondo Filippo Muratori dell'Università di Pisa. Come? «Attraverso una valutazione "dinamica"» - ha aggiunto il professor Michele Zappella dell'Università Cattolica di Roma - che tenga conto dei racconti dei genitori e dei video fatti a casa ai bambini, segnalando piccoli ma significativi campanelli d'allarme. Dopodiché bisogna attuare una reale inclusione sia in età pre-scolare che a scuola, creando ambienti realmente accoglienti per alunni autistici. Sono questi i messaggi principali che sono stati lanciati stamattina durante il 4° Convegno internazionale "Autismi", organizzato dal Centro Studi Erickson di Trento e che ha portato al Palacongressi di Rimini più di 900 psicologi, medici, insegnanti, educatori da tutta Italia, che tra oggi e domani si confronteranno con esperti di fama internazionale.

 

Molto intenso è stato l'intervento di Gianluca Nicoletti, giornalista e scrittore, papà di Tommy, ragazzo autistico. Dalla sua esperienza è nato il libro "Alla fine qualcosa ci inventeremo" (Mondadori). «Dobbiamo inventarci qualcosa ogni giorno - ha detto Nicoletti - perché viviamo in un Paese ancora ignorante, indifferente e insensibile rispetto al problema dell'autismo. Nonostante ci siano persone che lavorano sui confini più avanzati della ricerca, l'autismo resta il fanalino di coda nella lunghissima catena delle disabilità». «Noi familiari - ha proseguito - spesso siamo soli e dobbiamo renderci conto che non siamo né immortali né invincibili. Arriverà il giorno in cui non ci saremo più e nostro figlio resterà senza di noi. Per questo la scuola è il vero cardine in cui un autistico può creare le basi affinché abbia un ruolo nella società e non sia solo materiale umano in via di smaltimento. Per questo - ha ribadito - sono convinto serva una specializzazione degli insegnanti di sostegno che si prendono in carico un alunno autistico». In coda al suo intervento, Nicoletti ha lanciato due messaggi: l'esigenza di un censimento sulle persone autistiche in Italia e l'individuazione di un esame unico obbligatorio per capire precocemente se un bambino è autistico.

 

In apertura Franco Nardocci, già presidente della Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza, ha ribadito quanto sia importante continuare a fare cultura sull'autismo, non solo attraverso ricerca e formazione, ma anche seguendo nuovi meccanismi di sensibilizzazione: dai libri all'associazionismo, al coinvolgimento dei media. E un metodo certamente nuovo ed efficace per parlare di autismo è il cinema. Per questo è stato proiettato uno spezzone del film "Otto passi avanti", realizzato e prodotto da Sabina e Selene Colmbo, che narra le storie di bambini autistici in Argentina.

 

Quindi si è parlato della diagnosi di autismo, osservandola da ottiche diverse. Michele Zappella (Università Cattolica di Roma) ha sottolineato come, per effettuare una diagnosi precoce ed efficace, «il metodo di valutazione possa essere dinamico e seguire l'evoluzione del bambino nel racconto dei genitori, ma anche nei video fatti a casa, che possono evidenziare dei movimenti indicativi di disturbi (ad esempio l'irrigidimento degli arti inferiori o un'ipersocialità)». Lucio Cottini (Università di Udine e presidente della Società Italiana di Pedagogia Speciale), ha esordito affermando che «è importante delineare delle linee guida per la scuola in merito all'inclusione di alunni autistici». Nell'attività quotidiana, gli insegnanti possono infatti creare un ambiente in grado di accogliere tutti, «una scuola che non sia luogo di riabilitazione, ma generalizzazione di attività diverse, promuovendo un clima inclusivo facendo attenzione all’organizzazione degli spazi in classe e al coinvolgimento dei compagni, che sono una risorsa molto preziosa». «L'insegnante - ha proseguito Cottini - deve mettere gli occhiali giusti e porsi nella condizione di saper ascoltare». Lo psichiatra Marco Bertelli ha ricordato che l'autismo «non si ferma all'età dello sviluppo, ma esiste anche in età adulta».

 

Filippo Muratori (Fondazione Stella Maris, Università di Pisa) è tornato sulla diagnosi precoce, specificando che «non ci si deve fermare solo agli aspetti socio-comunicativi». E ha aggiunto che «individuare l'autismo a 18 mesi è un obbligo medico, ma scendere sotto questa soglia è una sfida della ricerca non impossibile». Infine, ha preso la parola Giacomo Vivanti (La Trobe University, Melbourne) che si è concentrato su autismo e apprendimento. «Nell'autismo - ha detto - non è problematico l'apprendimento in generale, bensì l'apprendimento sociale: nei bambini, infatti, manca la propensione a imitare spontaneamente ciò che fanno gli altri, la motivazione spontanea a fare cose che stanno facendo gli altri e la flessibilità».

 

Il convegno proseguirà anche domani, sabato 15 novembre, quando è atteso uno dei massimi esperti di autismo a livello mondiale: Fred R. Volkmar, docente alla Yale University.

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