Edizioni Erickson

Atti convegno



Plenarie



Lunedì 22 novembre 9.00-13.00

I temi principali del II Convegno internazionale «Autismi. Dai bambini agli adulti. Dalla famiglia alla società di Michele Zappella
La genetica nei Disturbi dello Spettro Autistico di Roberto Sacco
Talento e autismo di Uta Frith
Teoria della mente e autismo di Chris Frith
L’ICF e i soggetti con autismi che diventano adulti di Andrea Canevaro
Gli interventi negli adulti con autismo di Maurizio Arduino


Martedì 23 novembre 14.30-17.30

I Servizi per l’Autismo: la situazione italiana di Franco Nardocci
I Servizi per l’Autismo: verso un modello di intervento integrato di Silvano Solari
La comunicazione aumentativa alternativa di Joanne M.Cafiero





Workshop



Workshop di lunedì 22 novembre dalle 14.00 alle 18.00.

1. Eziologia, diagnosi precoce e disturbi reversibili

Coordina:
Michele Zappella (Direttore rivista «Autismo e disturbi dello sviluppo»)

Materiali:
Intervento di Michele Zappella
Intervento di Caterina D’Ardia
Intervento di Giovanni Geninatti
Intervento di Grazia Menchetti
Intervento di Grazia Menchetti

2. Adulti con autismo. Residenzialità e servizi sul territorio

Coordina:
Maurizio Arduino (Responsabile Centro Autismo e Sindrome di Asperger, ASL CN1, Mondovì – Cuneo)

Materiali:
Intervento di Davide Bertello
Intervento di Fabio Comunello
Intervento di Francesca Faggi
Intervento di Francesco Mango
Intervento di Giampaolo La Malfa
Intervento di Maurizio Arduino
Intervento di Maurizio Arduino
Intervento di Paolo Leggero
Intervento di Paolo Orsi
Intervento di Roberto Keller

3. Sindrome di Asperger: interventi mirati alle abilità sociali e interpersonali

Coordina:
Serenella Grittani (Centro Autismo e Disturbi dello Sviluppo, UO Neuropsichiatria Infantile, AUSL Rimini)

Materiali:
Intervento di Paolo Cornaglia Ferraris
Intervento di Davide Moscone
Intervento di Giovanni Magoni
Intervento di Laura Imbimbo
Intervento di Simona Cherubini
Intervento di Simonetta Lumachi

4. La Comunicazione Aumentativa Alternativa: strumenti e strategie per un lavoro mirato all’obiettivo comunicazione

Coordina:
Silvano Solari (Centro per l’Autismo, ASL 5 La Spezia)

Materiali:
Intervento di Antonella Costantino
Intervento di Francesca Cananzi
Intervento di Silvano Solari

5. Gioco e interazione sociale: lavoro individuale e in piccolo gruppo

Coordina:
Cesarina Xaiz (Laboratorio Psicoeducativo di La Valle Agordina – Belluno)

Materiali:
Intervento di Cesarina Xaiz
Intervento di Lisa Costagliola
Intervento di Ljanka Dal Col

6. ABA, TEACCH e CAA nel contesto scolastico: organizzazione delle attività e strategie didattiche

Coordina:
Daniela Mariani Cerati (ANGSA, Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici, Roma)

Materiali:
Intervento di Carlo Ricci
Intervento di Chiara Chelazzi
Intervento di Daniela Mariani Cerati
Intervento di Graziella Roda 1
Intervento di Graziella Roda 2
Intervento di Maria Cristina Mazzenga
Intervento di Marinella Zingale

7. Tempo libero: gioco, arte e sport

Coordina:
Marco Calamai (Allenatore, responsabile Progetto di pallacanestro sperimentale con ragazzi disabili, Bologna)

Materiali:
Intervento di Claudio Ciavatta
Intervento di Fabiana Sonnino
Intervento di Fulvio Consoli
Intervento di Marco Calamai
Intervento di Paola Vicari
Intervento di Sabrina Leopizzi
Intervento di Stefania Goffi
Intervento di Susanna Villa
Workshop di martedì 23 novembre dalle 9.00 alle 11.00

8. Epidemiologia, bisogni e organizzazione dei servizi

Coordina:
Franco Nardocci (Presidente SINPIA, UO Neuropsichiatria Infantile, AUSL Ravenna)

Materiali:
Intervento di Marina Dieterich
Intervento di Massimo Molteni
Intervento di Mauro Leoni

9. Adulti con autismo e lavoro: opportunità, buone prassi e criticità

Il tema dedicato al rapporto tra adulti con autismo e mondo del lavoro è stato per molto tempo trascurato, penalizzando così opportunità di sviluppo e crescita. Il numero delle esperienze e delle buone prassi di integrazione lavorativa sono comunque progressivamente aumentate nel corso degli anni, attestando che si è in effetti intrapresa la strada corretta verso un’integrazione di qualità. È quindi di importanza fondamentale continuare a lavorare in questa direzione, fornendo anche strumenti concreti in grado di: analizzare le varie possibilità offerte dal mondo del lavoro individuando quelle più adeguate, aiutare l’adulto ad affrontare le delicate fasi di transizione, analizzare il ruolo dei vari servizi territoriali e le loro caratteristiche, ecc.

Materiali:
Intervento di Cinzia Raffin
Intervento di Daniela Binelli
Intervento di Elisa Bellucci
Intervento di Patrizia Turi
Intervento di Serenella Grittani

10. Valutazione funzionale e predisposizione di un progetto di lavoro individualizzato

Il momento dedicato alla valutazione funzionale della situazione della persona autistica è sicuramente uno dei più importanti, in quanto solo partendo da una rigorosa formulazione di un quadro completo è possibile impostare percorsi di intervento adeguati ed efficaci. È infatti ormai diffusa la consapevolezza che i processi valutativi debbano essere rapidamente e coerentemente collegati all’attuazione di interventi abilitativi e terapeutici. Gli strumenti che si sono dimostrati più utili sono quelli che non solo permettono l’essenziale definizione del profilo individuale di sviluppo cognitivo, comunicativo e sociale della persona autistica, ma forniscono anche chiare indicazioni sugli interventi individualizzati attuabili all’interno di un percorso che abbia come obiettivo l’inclusione del soggetto. In questa prospettiva si inserisce anche il modello biopsico- sociale fornito dalla Classificazione ICF dell’OMS.

Materiali:
Intervento di Clea Terzuolo
Intervento di Maria Grazia Vidotto
Intervento di Nadia Volpe
Intervento di Tiziana Sordi

11. Parent training nell’autismo: formazione e supporto dei genitori

Nel lavoro educativo con il bambino autistico riveste un ruolo essenziale l’alleanza psicoeducativa tra genitori e operatori. La cura e la crescita di un bambino con autismo richiedono ai genitori l’acquisizione di specifiche competenze utili a comprendere i bisogni del figlio e a evitare involontari errori educativi che potrebbero, da una parte, rinforzare alcuni comportamenti problema e, dall’altra, generare sentimenti di inadeguatezza e frustrazione. I programmi di parent training sono quindi pensati proprio per fornire sostegno psicologico alle famiglie, con l’intento di creare uno spazio di condivisione emotiva dove possano esprimere i loro timori, esperienze e speranze, nonché prevedere un approfondimento degli aspetti psicoeducativi e fornire indicazioni pratiche per insegnare ad applicare correttamente le tecniche di intervento.

Materiali:
Intervento di Angelica Rossi
Intervento di Cesarina Xaiz
Intervento di Claudio Vio
Intervento di Tamara Battistini

12. L’analisi funzionale dei comportamenti problematici

L’analisi delle cause relative alla messa in atto di determinati comportamenti problematici tipici dell’autismo richiede un lavoro quanti-qualitativo molto attento, dettagliato e preciso, basato sull’Analisi funzionale (modello ABC) dei vari comportamenti da prendere in esame, come ben ci suggeriscono i vari approcci basati sull’Applied Behavior Analysis. Questa tecnica ci permette infatti di osservare e valutare la circolarità delle interazioni, delle comunicazioni e delle azioni-reazioni che coinvolgono il comportamento della persona autistica, quello degli altri e il livello di stimolazioni che il soggetto produce. Nell’analisi funzionale si è soliti ricercare il ruolo delle condizioni antecedenti sul comportamento problema e il ruolo degli effetti prodotti dal comportamento stesso. Confrontando sistematicamente queste due categorie di informazioni, raccolte attraverso numerose osservazioni, si potrà formulare un’ipotesi delle funzioni svolte dal comportamento problematico.

Materiali:
Intervento di Francesca Vinai
Intervento di Marco De Caris

13. Integrazione e inclusione nella scuola: strumenti, percorsi ed esperienze

Il «fare scuola» quotidiano è fortemente caratterizzato dalla messa in pratica di strumenti, percorsi ed esperienze di integrazione/inclusione di grande validità ed efficacia. Molto spesso, però, tali esperienze non vengono documentate così da poter poi essere condivise, replicate e arricchite con quelle di altre persone con bisogni speciali simili. La consapevolezza di tutto questo, da qualche tempo, ha portato a una maggiore attenzione nel raccogliere in modo strutturato, valorizzare e divulgare le varie esperienze di integrazione nel contesto scolastico.

Materiali:
Intervento di Costantina Sabella
Intervento di Francesca Ragazzo
Intervento di Giuseppe Farci
Intervento di Giorgio Guiot, Cristina Meini e Maria Teresa Sindelar

14. La disprassia nell’autismo: caratteristiche e prospettive di intervento

La disprassia può essere definita come la difficoltà a realizzare intenzionalmente una sequenza coordinata di movimenti volti a raggiungere uno scopo desiderato. Molte persone affette da autismo presentano difficoltà nella realizzazione di ogni nuovo gesto volontario (in particolare se questi sono piuttosto complessi), tanto più gravi quanto più il gesto richiesto implica la frequente necessità di variare la posizione corporea, la direzione e la velocità del movimento volto a raggiungere lo scopo prefissato. Il workshop cercherà di analizzare gli elementi conosciuti che caratterizzano la disprassia nell’autismo per individuare, allo stesso tempo, proposte di intervento mirate ed efficaci.

Materiali:
Intervento di Laura Totonelli
Intervento di Piero Crispiani
Intervento di Renato Cerbo
Workshop di martedì 23 novembre dalle 11.30 alle 13.30

15. Patologie associate, neurologia e farmacologia

Il workshop intende offrire un quadro allargato per fare il punto su alcuni aspetti che meritano di essere considerati nelle fasi di valutazioneintervento medico-clinico globale. L’individuazione di segni e sintomi riferibili nello specifico a condizioni mediche nosograficamente definite, con particolare attenzione a quelle più frequentemente segnalate in associazione con l’autismo, è certamente uno di questi aspetti. Non meno importante è il momento dedicato alla valutazione neurologica per valutare l’integrità delle strutture nervose centrali e periferiche, con attenzione non solo ai cosiddetti sintomi «maggiori» ma anche ai segni «minori». Infine, si affronterà lo stato attuale dell’approccio farmacologico all’autismo, calato all’interno del progetto abilitativo terapeutico complessivo.

Materiali:
Intervento di Patologie associate e neurologia e farmacologia
Intervento di Dante Besana
Intervento di Maria Grazia Cagetti

16. Adulti con autismo. Interventi psicoeducativi e Progetto di vita

L’approccio all’autismo come problema che riguarda l’intero ciclo di vita dell’individuo ha favorito la crescita di interventi caratterizzati da continuità e finalizzati sempre più all’incremento dell’autonomia. La costruzione di un percorso di intervento psicoeducativo, realmente funzionale per la persona autistica, presuppone che la programmazione educativa non si limiti a un orizzonte ristretto ma, prendendo spunto da una visione globale della persona, si allarghi e guardi, nella prospettiva di un Progetto di vita rivolto al futuro, all’essere adulto con i vari ruoli richiesti. Progetto di vita è quindi innanzitutto un «pensare in prospettiva futura» e contemporaneamente è anche preparare le azioni necessarie, prevedere le varie fasi, gestire i tempi, valutare i pro e i contro, ecc.

Materiali:
Intervento di Francesca Vinai
Intervento di Katia Tonnini
Intervento di Lucio Moderato
Intervento di Marilena Zacchini

17. Affettività e sessualità nei disturbi autistici

Il workshop intende fornire ai partecipanti utili indicazioni su come proporre alle persone con autismo una corretta educazione sessuale e su come affrontare le problematiche inerenti le relazioni affettive. Di non minore importanza sono le questioni inerenti «chi» deve fare educazione sessuale e «come» è necessario farla nel modo più corretto e comprensibile a tutti. Il workshop cercherà quindi di affrontare tutti questi temi, presentando alcuni fondamenti teorici dell’educazione sessuale e descrivendo i più importanti modelli e metodi educativi, in particolare il «metodo narrativo», che sostiene l’importanza di condividere il progetto educativo nella forma del racconto.

Materiali:
Intervento di Flavia Caretto
Intervento di Raffaella Faggioli

18. Esperienze e ricerche con genitori e fratelli: stress e risorse dei familiari

Il workshop presenterà alcune esperienze, ricerche e testimonianze che raccontano la «quotidianità» dell’essere genitori e fratelli di una persona con autismo. In molte occasioni la richiesta da parte delle famiglie è proprio quella di avere a disposizione maggiori conoscenze e strategie per gestire al meglio la relazione tra il figlio autistico e gli altri fratelli/sorelle. Crescere con un fratello autistico è certamente una situazione complessa, faticosa e stressante, a volte vissuta addirittura con vergogna e imbarazzo, a volte all’opposto connotata da gelosia e rabbia, caratterizzata da continue domande, dubbi e sfide; allo stesso tempo può però essere anche ricca di opportunità e contraddistinta da inaspettate risorse che caratterizzano i componenti di tutta la famiglia. In tutto questo complesso lavoro diventa quindi importante offrire la possibilità a queste famiglie di incontrarsi, scambiarsi informazioni, fornirsi un reciproco supporto empatico e confrontarsi con altre famiglie che vivono quotidianamente le medesime problematiche.

Materiali:
Intervento di Bert Pichal
Intervento di Elisabetta Pigat
Intervento di Francesco Rovatti
Intervento di Paola Molina e Nazarena Turco
Intervento di Stefania Caldi

19. La terapia neuro-psicomotoria nei disturbi generalizzati dello sviluppo

La terapia neuro-psicomotoria si colloca nel filone di intervento proprio degli approcci evolutivi, nei quali l’aspetto interattivo, la dimensione emozionale e relazionale in cui si realizza l’«agire» della persona hanno un aspetto centrale. Gli obiettivi di questo approccio si orientano principalmente verso il favorire la comparsa di segnalatori sociali quali il contatto oculare e il sorriso; l’aumento dei tempi di attenzione; l’uso più appropriato degli oggetti; stimolare la comunicazione; scoraggiare comportamenti inadeguati quali l’autolesionismo e le stereotipie motorie. La finalità più ampia è quindi quella di promuovere la conoscenza e la percezione di Sé e dell’Altro, delle proprie emozioni nelle varie situazioni comportamentali e nei rapporti interpersonali.

Materiali:
Intervento di Andrea Bonifacio
Intervento di Marianna Cometto e Donatella Elia

20. Autismo, intervento logopedico e uso delle nuove tecnologie

La figura del logopedista e, in senso più allargato, l’attuazione di un intervento logopedico nell’autismo hanno un’importantissima valenza orientata all’obiettivo della comunicazione. Alcuni degli scopi di tale intervento sono, fra gli altri: insegnare a esplicitare le proprie emozioni, idee e necessità; lavorare sulle routine, sui turni e sulle regole della conversazione; analizzare e semplificare il linguaggio e i concetti troppo astratti; lavorare sui principi di causa ed effetto; esercitarsi a utilizzare un linguaggio adeguato e significativo; lavorare ampliando le abilità grammaticali e lessicali; allenarsi nell’uso corretto del tono di voce; ecc. Anche in questo settore non va sottovalutato l’importante contributo offerto dall’uso delle nuove tecnologie.

Materiali:
Intervento di Caterina Grillo
Intervento di Laura Pagliero
Intervento di Luciano Destefanis

21. Formazione degli operatori

Il tema della formazione degli operatori che quotidianamente lavorano a stretto contatto con persone autistiche merita un’attenta riflessione e un confronto anche da parte di coloro che sono preposti a essere «i formatori» di chi poi concretamente andrà a «lavorare sul campo». Il confronto e la condivisione di linee di indirizzo comuni rappresentano quindi una delle basi fondamentali da cui partire, anche per non creare, come spesso accade, confusione e disorientamento tra coloro che sono chiamati a formarsi sui temi legati all’autismo. L’attività formativa degli operatori va quindi pensata e realizzata in modo tale da coinvolgere le varie figure professionali, sviluppando competenze specifiche, creando una conoscenza corretta delle problematiche e delle caratteristiche di questo disturbo, degli strumenti e delle metodologie di lavoro più efficaci e scientificamente riconosciute. Non meno importante è poi il tema dell’aggiornamento continuo, anche in rapporto all’evoluzione delle conoscenze sull’autismo e agli esiti della ricerca internazionale più attuale.

Materiali:
Intervento di Anna Saito
Intervento di Edvige Veneselli
Intervento di Marina Gandione
Intervento di Rosa Mandia
Intervento di Tina Lomascolo
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