Lunedì 22 novembre ogni partecipante potrà seguire un workshop a sua scelta della durata di 4 ore, mentre martedì 23 novembre sarà possibile frequentare due workshop della durata di due ore ciascuno(uno dalle 9:00 alle 11:00 e uno dalle 11:30 alle 13:30)
Tematiche
Adulti e adolescentiFamiglia e comunità
Asperger e HFA
Strumenti, metodi e tecnologie
Scuola e formazione
Attività e tempo libero
Workshop di lunedì 22 novembre dalle 14.00 alle 18.00.
1. Eziologia, diagnosi precoce e disturbi reversibili |
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Coordina: |
Intervengono:Paolo BailoCaterina D'Ardia Giovanni Geninatti Claudia Mistretta Filippo Muratori Paola Venuti Grazia Menchetti |
2. Adulti con autismo. Residenzialità e servizi sul territorio |
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Coordina: |
Intervengono:Polo OrsiDavide Bertello Fabio Comunello Francesca Faggi Roberto Keller Giampaolo La Malfa Paolo Leggero Francesco Mango Giovanni Marino |
3. Sindrome di Asperger: interventi mirati alle abilità sociali e interpersonali |
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Coordina: |
Intervengono:Maria Francesca BattagliaSimona Cherubini Luisa Di Biagio Paolo Cornaglia Ferraris Laura Imbimbo Simonetta Lumachi Giovanni Magoni Davide Moscone Paola Visconti |
4. La Comunicazione Aumentativa Alternativa: strumenti e strategie per un lavoro mirato all’obiettivo comunicazione |
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Coordina: |
Intervengono:Joanne CafieroAlessandro Chiari Antonella Costantino Francesca Cananzi |
5. Gioco e interazione sociale: lavoro individuale e in piccolo gruppo |
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Coordina: |
Intervengono:Elena CocchiLisa Costagliola Ljanka Dal Col Maria Teresa Sindelar |
6. ABA, TEACCH e CAA nel contesto scolastico: organizzazione delle attività e strategie didattiche |
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Coordina: |
Intervengono:Agostino BasileChiara Chelazzi Lalli Howell Maria Cristina Mazzenga Carlo Ricci Graziella Roda Marinella Zingale |
7. Tempo libero: gioco, arte e sport |
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Coordina: |
Intervengono:Claudio CiavattaFulvio Consoli Stefania Goffi Sabrina Leopizzi Fabiana Sonnino Paola Vicari Susanna Villa Elisa Dragone |
Workshop di martedì 23 novembre dalle 9.00 alle 11.00
8. Epidemiologia, bisogni e organizzazione dei servizi |
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Coordina: |
Intervengono:Maurizio ArduinoSalvatore De Masi Marina Dieterich Mauro Leoni Alfonso Mele Massimo Molteni |
9. Adulti con autismo e lavoro: opportunità, buone prassi e criticità |
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Il tema dedicato al rapporto tra adulti con autismo e mondo del lavoro è stato per molto tempo trascurato, penalizzando così opportunità di sviluppo e crescita. Il numero delle esperienze e delle buone prassi di integrazione lavorativa sono comunque progressivamente aumentate nel corso degli anni, attestando che si è in effetti intrapresa la strada corretta verso un’integrazione di qualità. È quindi di importanza fondamentale continuare a lavorare in questa direzione, fornendo anche strumenti concreti in grado di: analizzare le varie possibilità offerte dal mondo del lavoro individuando quelle più adeguate, aiutare l’adulto ad affrontare le delicate fasi di transizione, analizzare il ruolo dei vari servizi territoriali e le loro caratteristiche, ecc. |
Intervengono:Daniela BinelliSerenella Grittani Cinzia Raffin Patrizia Turi |
10. Valutazione funzionale e predisposizione di un progetto di lavoro individualizzato |
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Il momento dedicato alla valutazione funzionale della situazione della persona autistica è sicuramente uno dei più importanti, in quanto solo partendo da una rigorosa formulazione di un quadro completo è possibile impostare percorsi di intervento adeguati ed efficaci. È infatti ormai diffusa la consapevolezza che i processi valutativi debbano essere rapidamente e coerentemente collegati all’attuazione di interventi abilitativi e terapeutici. Gli strumenti che si sono dimostrati più utili sono quelli che non solo permettono l’essenziale definizione del profilo individuale di sviluppo cognitivo, comunicativo e sociale della persona autistica, ma forniscono anche chiare indicazioni sugli interventi individualizzati attuabili all’interno di un percorso che abbia come obiettivo l’inclusione del soggetto. In questa prospettiva si inserisce anche il modello biopsico- sociale fornito dalla Classificazione ICF dell’OMS. |
Intervengono:Maria PintaudiTiziana Sordi Clea Terzuolo Nadia Volpe |
11. Parent training nell’autismo: formazione e supporto dei genitori |
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Nel lavoro educativo con il bambino autistico riveste un ruolo essenziale l’alleanza psicoeducativa tra genitori e operatori. La cura e la crescita di un bambino con autismo richiedono ai genitori l’acquisizione di specifiche competenze utili a comprendere i bisogni del figlio e a evitare involontari errori educativi che potrebbero, da una parte, rinforzare alcuni comportamenti problema e, dall’altra, generare sentimenti di inadeguatezza e frustrazione. I programmi di parent training sono quindi pensati proprio per fornire sostegno psicologico alle famiglie, con l’intento di creare uno spazio di condivisione emotiva dove possano esprimere i loro timori, esperienze e speranze, nonché prevedere un approfondimento degli aspetti psicoeducativi e fornire indicazioni pratiche per insegnare ad applicare correttamente le tecniche di intervento. |
Intervengono:Maria Francesca BattagliaTamara Battistini Claudio Vio Cesarina Xaiz Angelica Rossi |
12. L’analisi funzionale dei comportamenti problematici |
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L’analisi delle cause relative alla messa in atto di determinati comportamenti problematici tipici dell’autismo richiede un lavoro quanti-qualitativo molto attento, dettagliato e preciso, basato sull’Analisi funzionale (modello ABC) dei vari comportamenti da prendere in esame, come ben ci suggeriscono i vari approcci basati sull’Applied Behavior Analysis. Questa tecnica ci permette infatti di osservare e valutare la circolarità delle interazioni, delle comunicazioni e delle azioni-reazioni che coinvolgono il comportamento della persona autistica, quello degli altri e il livello di stimolazioni che il soggetto produce. Nell’analisi funzionale si è soliti ricercare il ruolo delle condizioni antecedenti sul comportamento problema e il ruolo degli effetti prodotti dal comportamento stesso. Confrontando sistematicamente queste due categorie di informazioni, raccolte attraverso numerose osservazioni, si potrà formulare un’ipotesi delle funzioni svolte dal comportamento problematico. |
Intervengono:Marco De CarisDario Ianes Francesca Vinai |
13. Integrazione e inclusione nella scuola: strumenti, percorsi ed esperienze |
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Il «fare scuola» quotidiano è fortemente caratterizzato dalla messa in pratica di strumenti, percorsi ed esperienze di integrazione/inclusione di grande validità ed efficacia. Molto spesso, però, tali esperienze non vengono documentate così da poter poi essere condivise, replicate e arricchite con quelle di altre persone con bisogni speciali simili. La consapevolezza di tutto questo, da qualche tempo, ha portato a una maggiore attenzione nel raccogliere in modo strutturato, valorizzare e divulgare le varie esperienze di integrazione nel contesto scolastico. |
Intervengono:Giuseppe FarciGiorgio Guiot Cristina Meini Francesca Ragazzo Maria Teresa Sindelar |
14. La disprassia nell’autismo: caratteristiche e prospettive di intervento |
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La disprassia può essere definita come la difficoltà a realizzare intenzionalmente una sequenza coordinata di movimenti volti a raggiungere uno scopo desiderato. Molte persone affette da autismo presentano difficoltà nella realizzazione di ogni nuovo gesto volontario (in particolare se questi sono piuttosto complessi), tanto più gravi quanto più il gesto richiesto implica la frequente necessità di variare la posizione corporea, la direzione e la velocità del movimento volto a raggiungere lo scopo prefissato. Il workshop cercherà di analizzare gli elementi conosciuti che caratterizzano la disprassia nell’autismo per individuare, allo stesso tempo, proposte di intervento mirate ed efficaci. |
Intervengono:Renato CerboPiero Crispiani Laura Totonelli Grazia Menchetti |
Workshop di martedì 23 novembre dalle 11.30 alle 13.30
15. Patologie associate, neurologia e farmacologia |
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Il workshop intende offrire un quadro allargato per fare il punto su alcuni aspetti che meritano di essere considerati nelle fasi di valutazioneintervento medico-clinico globale. L’individuazione di segni e sintomi riferibili nello specifico a condizioni mediche nosograficamente definite, con particolare attenzione a quelle più frequentemente segnalate in associazione con l’autismo, è certamente uno di questi aspetti. Non meno importante è il momento dedicato alla valutazione neurologica per valutare l’integrità delle strutture nervose centrali e periferiche, con attenzione non solo ai cosiddetti sintomi «maggiori» ma anche ai segni «minori». Infine, si affronterà lo stato attuale dell’approccio farmacologico all’autismo, calato all’interno del progetto abilitativo terapeutico complessivo. |
Intervengono:Dante BesanaMaria Grazia Cagetti Alessandro Zuddas |
16. Adulti con autismo. Interventi psicoeducativi e Progetto di vita |
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L’approccio all’autismo come problema che riguarda l’intero ciclo di vita dell’individuo ha favorito la crescita di interventi caratterizzati da continuità e finalizzati sempre più all’incremento dell’autonomia. La costruzione di un percorso di intervento psicoeducativo, realmente funzionale per la persona autistica, presuppone che la programmazione educativa non si limiti a un orizzonte ristretto ma, prendendo spunto da una visione globale della persona, si allarghi e guardi, nella prospettiva di un Progetto di vita rivolto al futuro, all’essere adulto con i vari ruoli richiesti. Progetto di vita è quindi innanzitutto un «pensare in prospettiva futura» e contemporaneamente è anche preparare le azioni necessarie, prevedere le varie fasi, gestire i tempi, valutare i pro e i contro, ecc. |
Intervengono:Marco De CarisLucio Moderato Francesca Vinai Marilena Zacchini Katia Tonnini |
17. Affettività e sessualità nei disturbi autistici |
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Il workshop intende fornire ai partecipanti utili indicazioni su come proporre alle persone con autismo una corretta educazione sessuale e su come affrontare le problematiche inerenti le relazioni affettive. Di non minore importanza sono le questioni inerenti «chi» deve fare educazione sessuale e «come» è necessario farla nel modo più corretto e comprensibile a tutti. Il workshop cercherà quindi di affrontare tutti questi temi, presentando alcuni fondamenti teorici dell’educazione sessuale e descrivendo i più importanti modelli e metodi educativi, in particolare il «metodo narrativo», che sostiene l’importanza di condividere il progetto educativo nella forma del racconto. |
Intervengono:Flavia CarettoRaffaella Faggioli Fabio Veglia |
18. Esperienze e ricerche con genitori e fratelli: stress e risorse dei familiari |
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Il workshop presenterà alcune esperienze, ricerche e testimonianze che raccontano la «quotidianità» dell’essere genitori e fratelli di una persona con autismo. In molte occasioni la richiesta da parte delle famiglie è proprio quella di avere a disposizione maggiori conoscenze e strategie per gestire al meglio la relazione tra il figlio autistico e gli altri fratelli/sorelle. Crescere con un fratello autistico è certamente una situazione complessa, faticosa e stressante, a volte vissuta addirittura con vergogna e imbarazzo, a volte all’opposto connotata da gelosia e rabbia, caratterizzata da continue domande, dubbi e sfide; allo stesso tempo può però essere anche ricca di opportunità e contraddistinta da inaspettate risorse che caratterizzano i componenti di tutta la famiglia. In tutto questo complesso lavoro diventa quindi importante offrire la possibilità a queste famiglie di incontrarsi, scambiarsi informazioni, fornirsi un reciproco supporto empatico e confrontarsi con altre famiglie che vivono quotidianamente le medesime problematiche. |
Intervengono:Stefania CaldiPaola Molina Nazarena Turco Bert Pichal Elisabetta Pigat Francesco Rovatti |
19. La terapia neuro-psicomotoria nei disturbi generalizzati dello sviluppo |
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La terapia neuro-psicomotoria si colloca nel filone di intervento proprio degli approcci evolutivi, nei quali l’aspetto interattivo, la dimensione emozionale e relazionale in cui si realizza l’«agire» della persona hanno un aspetto centrale. Gli obiettivi di questo approccio si orientano principalmente verso il favorire la comparsa di segnalatori sociali quali il contatto oculare e il sorriso; l’aumento dei tempi di attenzione; l’uso più appropriato degli oggetti; stimolare la comunicazione; scoraggiare comportamenti inadeguati quali l’autolesionismo e le stereotipie motorie. La finalità più ampia è quindi quella di promuovere la conoscenza e la percezione di Sé e dell’Altro, delle proprie emozioni nelle varie situazioni comportamentali e nei rapporti interpersonali. |
Intervengono:Andrea BonifacioMarianna Cometto Donatella Elia Luisa Formenti Roberto Militerni |
20. Autismo, intervento logopedico e uso delle nuove tecnologie |
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La figura del logopedista e, in senso più allargato, l’attuazione di un intervento logopedico nell’autismo hanno un’importantissima valenza orientata all’obiettivo della comunicazione. Alcuni degli scopi di tale intervento sono, fra gli altri: insegnare a esplicitare le proprie emozioni, idee e necessità; lavorare sulle routine, sui turni e sulle regole della conversazione; analizzare e semplificare il linguaggio e i concetti troppo astratti; lavorare sui principi di causa ed effetto; esercitarsi a utilizzare un linguaggio adeguato e significativo; lavorare ampliando le abilità grammaticali e lessicali; allenarsi nell’uso corretto del tono di voce; ecc. Anche in questo settore non va sottovalutato l’importante contributo offerto dall’uso delle nuove tecnologie. |
Intervengono:Silvia BelardiLuciano Destefanis Laura Pagliero Caterina Grillo |
21. Formazione degli operatori |
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Il tema della formazione degli operatori che quotidianamente lavorano a stretto contatto con persone autistiche merita un’attenta riflessione e un confronto anche da parte di coloro che sono preposti a essere «i formatori» di chi poi concretamente andrà a «lavorare sul campo». Il confronto e la condivisione di linee di indirizzo comuni rappresentano quindi una delle basi fondamentali da cui partire, anche per non creare, come spesso accade, confusione e disorientamento tra coloro che sono chiamati a formarsi sui temi legati all’autismo. L’attività formativa degli operatori va quindi pensata e realizzata in modo tale da coinvolgere le varie figure professionali, sviluppando competenze specifiche, creando una conoscenza corretta delle problematiche e delle caratteristiche di questo disturbo, degli strumenti e delle metodologie di lavoro più efficaci e scientificamente riconosciute. Non meno importante è poi il tema dell’aggiornamento continuo, anche in rapporto all’evoluzione delle conoscenze sull’autismo e agli esiti della ricerca internazionale più attuale. |
Intervengono:Marina GandioneTina Lomascolo Anna Saito Edvige Veneselli Mirella Zanobini |